Obiettivi UE, scadenze in Italia e perché conviene agire già ora
Entro il 2050 tutto il patrimonio immobiliare europeo dovrà avere emissioni pari a zero.
È l’obiettivo della Direttiva Case Green (EPBD IV), la norma UE che sta ridisegnando le regole sull’efficienza energetica degli edifici — e che riguarda, prima o poi, chiunque possieda una casa in Italia.
Vediamo cosa prevede la direttiva, a che punto siamo con il suo recepimento e cosa significa in pratica per chi vive in un’abitazione poco efficiente.
Cos’è la Direttiva Case Green
La Direttiva UE 2024/1275, nota come Case Green o EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), è stata approvata il 12 marzo 2024 ed è entrata in vigore il 28 maggio dello stesso anno.
Il suo scopo è ridurre in modo strutturale i consumi energetici degli edifici residenziali e non residenziali in tutta l’Unione Europea.
Gli obiettivi fissati dalla direttiva sono precisi: gli Stati membri devono garantire una riduzione del consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali
- del 16% entro il 2030
- del 20-22% entro il 2035,
- fino ad arrivare a un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050.
A che punto è l’Italia
Ogni Stato membro doveva presentare entro il 31 dicembre 2025 un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che traducesse gli obiettivi europei in misure concrete.
L’Italia non ha rispettato questa scadenza, e per questo la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione — non solo verso il nostro Paese, ma verso tutti i 27 Stati membri che si trovano nella stessa situazione. Il termine per il recepimento della normativa nazionale, fissato al 29 maggio 2026, è già scaduto senza che l’Italia abbia approvato le regole di attuazione.
Resta ora l’obbligo di inviare a Bruxelles il piano definitivo entro il 31 dicembre 2026.
Fino a quel momento, le regole esatte con cui l’Italia applicherà la direttiva restano da definire nel dettaglio.
Cosa significa in pratica per chi possiede casa
È importante essere chiari su un punto: la Direttiva Case Green non impone, di per sé, l’obbligo di ristrutturare la singola abitazione entro una data precisa. Fissa obiettivi medi nazionali che ogni Stato deve raggiungere, e sarà poi la normativa italiana di attuazione — ancora in fase di definizione — a stabilire come questi obiettivi si tradurranno in requisiti concreti per gli edifici.
Detto questo, la direzione è chiara: gli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico saranno sempre più al centro dell’attenzione, sia per eventuali futuri obblighi sia per il loro valore di mercato. Le classi energetiche basse tendono già oggi a incidere sul prezzo di vendita e sull’attrattività di un immobile.
Perché conviene muoversi già ora
In attesa delle regole definitive, migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione resta una scelta che porta benefici indipendenti dagli sviluppi normativi: bollette più basse, maggiore comfort abitativo e un immobile più facile da vendere o affittare in futuro.
Tra gli interventi con il miglior rapporto tra costo e beneficio energetico rientrano la sostituzione di serramenti e infissi datati con soluzioni ad alte prestazioni (PVC o alluminio con vetri isolanti) e il miglioramento dell’isolamento dell’involucro edilizio. Sono interventi che, a differenza di quelli più invasivi, si possono pianificare con tempi e budget contenuti.
Chi possiede una casa poco efficiente ha tutto l’interesse a informarsi e a valutare per tempo gli interventi di efficientamento, a partire da quelli più semplici da realizzare come serramenti e infissi.
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