Hai scelto gli infissi? Ora controlla i documenti
Capita più spesso di quanto pensi: cambi le finestre perché in casa entra freddo dai giunti, la strada sotto fa un rumore continuo o la bolletta sembra uno scherzo. Ti muovi, chiedi i preventivi, fai i lavori. Poi ti chiedi: “Hai tutta la documentazione per la detrazione?”.
Il punto è questo: il Bonus infissi 2026 (inteso come possibilità di detrarre la spesa in base al tipo di intervento) si rischia di perdere per errori pratici: un bonifico fatto male, un’asseverazione non coerente, una pratica ENEA inviata tardi, una fattura incompleta.
Qui sotto trovi una guida utile sugli gli errori che fanno saltare la detrazione, i requisiti da controllare prima di firmare e i documenti da mettere in ordine.
Prima cosa: quale “bonus” stai usando davvero?
Quando si parla di Bonus infissi si finisce per mettere tutto nello stesso sacco. In realtà, gli infissi possono rientrare in diverse agevolazioni, a seconda del motivo per cui li sostituisci e del tipo di intervento.
I tre casi più frequenti
- Intervento per efficienza energetica: sostituisci serramenti per migliorare l’isolamento termico (tipicamente con invio pratica ENEA).
- Ristrutturazione edilizia: i serramenti rientrano in un lavoro più ampio (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, ecc.).
- Messa in sicurezza (es. porta blindata, grate, inferriate): non sono “infissi” in senso stretto, ma spesso vengono gestiti nello stesso periodo e con logiche documentali simili.
Consiglio da cantiere: prima di parlare di percentuali, parla di “perimetro”. Se il perimetro è sbagliato, i documenti saranno sbagliati.
Framework pratico: i 7 errori che fanno perdere soldi (e come evitarli)
1) Fare confusione tra sostituzione e nuova installazione
Per molte detrazioni legate all’energia, conta che tu stia facendo una sostituzione di serramenti esistenti e non una nuova apertura. E conta anche che ci sia un elemento “prima” e “dopo” dimostrabile.
Esempio verosimile: appartamento anni ’70 a Milano, finestre in legno con spifferi. Se sostituisci “uno a uno” (stessa apertura) è una strada. Se invece allarghi la portafinestra e modifichi il foro, si cambia scenario e spesso anche la pratica.
2) Bonifico sbagliato
Uno degli errori più costosi è pagare con un bonifico ordinario quando serve quello parlante, oppure compilare male la causale.
Di solito vanno gestiti correttamente:
- causale del versamento (riferimento alla detrazione/agevolazione);
- codice fiscale di chi detrae;
- partita IVA o codice fiscale del fornitore.
Regola semplice: prima di pagare, fatti mandare un fac-simile compilato. Dieci minuti prima valgono più di dieci email dopo.
3) Fattura senza dettagli tecnici o intestata alla persona sbagliata
La fattura deve essere chiara, tecnica e coerente con l’intervento.
Controlla che riporti:
- descrizione dei lavori (sostituzione infissi, posa, eventuale smaltimento);
- tipologia di serramento (quando utile ai fini tecnici);
- indirizzo dell’immobile (se possibile, aiuta a legare i documenti);
- intestazione corretta a chi porterà la detrazione.
Esempio verosimile: villetta in provincia di Varese, lavori pagati dal figlio ma detrazione richiesta dai genitori proprietari. Se intestazione e bonifico non seguono la stessa logica, iniziano i problemi.
4) Dimenticare ENEA o inviare dati incoerenti
Quando l’intervento è legato al risparmio energetico, spesso serve la trasmissione dati a ENEA entro i termini previsti. L’errore tipico non è solo “non inviare”, ma inviare con dati non allineati a fatture e schede tecniche.
Qui è dove si gioca gran parte del Bonus infissi 2026: la carta deve raccontare la stessa storia che racconta il cantiere.
5) Non avere le schede tecniche
“Sì, è un buon serramento” non è un documento. Quello che ti salva è poter dimostrare le prestazioni dichiarate dal produttore.
In genere ti servono:
- scheda tecnica del serramento;
- scheda del vetro/camera;
- dichiarazioni di prestazione (DoP) quando previste;
- marcature e certificazioni pertinenti.
Scenario tipico: appartamento al piano terra a Milano con rumore e dispersioni. Scegli un vetro più performante e una posa corretta: ottimo. Ma se la documentazione non è reperibile o non è riferibile a quel prodotto, diventa tutto più fragile.
6) Trascurare la posa
La posa non è “un extra”: è parte dell’intervento. Se lavori bene ma poi l’installazione crea ponti termici, spifferi o condensa, non hai solo un problema di comfort. Hai un problema di coerenza tra risultato atteso e lavoro eseguito.
Nel pratico, chiedi che sia chiaro:
- chi posa e con quale metodo;
- che materiali vengono usati (nastri, schiume, sigillature);
- come viene gestito il nodo finestra (spalle, davanzale, cassonetto).
7) Partire senza una check-list documentale
Questo è l’errore madre. Si parte sul risultato e poi si rincorrono i documenti. Meglio fare il contrario: prima la check-list, poi la firma.
Requisiti: cosa controllare prima di scegliere gli infissi
I requisiti cambiano in base al canale di detrazione usato, ma ci sono verifiche che tornano spesso e che vale la pena fissare in testa.
Requisiti tecnici da non saltare
- Prestazioni dichiarate e tracciabili: il prodotto deve avere documentazione chiara e riferibile alla fornitura.
- Coerenza tra progetto e installazione: misure, tipo di apertura, vetro scelto, accessori.
- Compatibilità con l’immobile: in condominio possono esserci vincoli estetici; su edifici particolari possono esserci vincoli più stringenti.
Requisiti “amministrativi” che fanno la differenza
- Titolo dell’immobile e soggetto che detrae: proprietario, nudo proprietario, usufruttuario, inquilino… va impostato correttamente.
- Pagamenti tracciabili e corretti.
- Tempistiche: soprattutto per invii telematici e conservazione documentale.
Documenti: la check-list da tenere
Qui non serve accumulare PDF, ma l’ideale è conservare la documentazione in modo ordinato, con nomi chiari, dove ogni documento ha un senso.
Documenti “base”
- preventivo accettato/ordine firmato;
- fatture complete e leggibili;
- ricevute dei bonifici con dati corretti;
- documento d’identità e codice fiscale del beneficiario, utile per pratiche e controlli;
- eventuali autorizzazioni condominiali, se necessarie.
Documenti tecnici fondamentali per interventi energetici
- schede tecniche serramento e vetro;
- dichiarazioni e certificazioni del produttore, DoP dove applicabile;
- documentazione sulla posa: relazione, dichiarazione, fotografie di fasi critiche se disponibili;
- pratica ENEA con ricevuta di invio, quando richiesta.
Documenti edilizi se l’intervento rientra in lavori più ampi
- eventuale CILA/SCIA o altra pratica edilizia, se necessaria;
- dati catastali dell’immobile;
- comunicazioni al Comune, se previste.
Bonus infissi 2026: come prepararti con metodo
Se stai programmando la sostituzione nel 2026, l’approccio migliore è semplice: prima metti in sicurezza la pratica, poi metti in sicurezza la casa. Non significa rallentare: significa evitare di rincorrere carte quando hai già i ponteggi smontati.
Checklist operativa in 30 minuti:
- definisci l’obiettivo: comfort, risparmio, rumore, sicurezza;
- chiarisci chi detrae e chi paga;
- pretendi preventivo e fattura con descrizioni corrette;
- prepara il bonifico nel formato giusto;
- richiedi subito le schede tecniche del prodotto che stai acquistando;
- verifica se serve ENEA e chi la gestisce.
Vuoi infissi che isolano davvero e una pratica che non ti faccia perdere la detrazione?
Spifferi, rumori e bollette alte si risolvono con un buon prodotto, ma anche con posa corretta e documenti in ordine. Se ti trovi tra Milano e Varese e vuoi migliorare l’efficienza energetica o la protezione della tua abitazione, richiedi un preventivo o una consulenza a Protezione Casa.

